I pronostici lo davano sfavorito, molti
gli avevano fatto indossare la maglia dello sconfitto ancor prima di
entrare in campo, ed invece a fine partita Andreas ha alzato le mani
al cielo e ha mostrato a tutti le sue qualità di maratoneta.
Che non si trattasse di un incontro
facile era evidente, l'avversario di turno è stato Marin Cilic, un
giocatore completo, esperto, che in Australia ha sempre fatto bene e
che ha raggiunto i suoi migliori risultati proprio sul cemento.
Dall'altra parte della rete l'ultimo italiano rimasto in corsa, dopo
la sconfitta subita da Roberta Vinci per mano di Elena Vesnina.
E' stato un incontro giocato punto su
punto, trascinato fino al quinto set dove finalmente Andreas è
riuscito a scappar via e a mettere la sua firma sull'incontro.
Scontro molto equilibrato conclusosi
con il risultato di 6-7 6-3 2-6 6-4- 6-2 in favore dell'italiano.
Nessuno dei due ha prevalso sull'altro
e la partita è scivolata senza registrare particolari emozioni o
colpi spettacolari ma Andreas si è visto, si è visto tutto il suo
carattere, la sua compostezza e il suo equilibrio. Si perché queste
sono le sue caratteristiche migliori, il giocare un tennis molto
pulito, equilibrato, senza strappi, bruschi scatti, sempre movimenti
precisi e ordinati che a volta, sopratutto con il rovescio, fanno
partire traiettorie difficili da decodificare prima dell'impatto con
la palla, un tennis che rispecchia in pieno il suo carattere,
silenzioso e concentrato quando c'è da giocare un match.
Partito contratto e un po più falloso
del solito, alla lunga Andreas si scioglie rimanendo attaccato a
tutti i punti e ai momenti difficili del match. Cilic con il passare
del tempo concede qualche punto in più aumentando i suoi errori
gratuiti e nell'ultimo decisivo set Andreas scappa via e fa suo un
incontro caratterizzato da un forte vento che ha reso il tutto più
difficile per entrambi.
A fine match la sorpresa per tutti, il
prossimo avversari non sarà Del Potro, l'argentino infatti perde
l'incontro contro Chardy. Un ottavo di finale quindi alla portata
dell'italiano contro il numero 36 del ranking, che a questo punto
dell'Open però, rischia di iniziare a sentire le ore accumulate
sulle gambe, i precedenti incontri infatti si sono conclusi dopo 3
ore e 38 minuti e 4 ore e 7 minuti.
L'Italia continua a sognare con questo
ragazzone che da un anno a questa parte ha cambiato decisamente
ritmo e che ci darà sicuramente molte altre soddisfazioni. Allora
tutti attaccati al televisore per questo ottavo di finale da
protagonisti!
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