Italia - Croazia eccola prima sfida dell'anno in Davis.
Dal 1° al 3 Febbraio ritorna il grande tennis a squadre, la Coppa Davis approda al Palavela di Torino e l'entusiasmo è già alle stelle. Davanti una nazionale che non sembra appartenere a quella categoria di super squadre, come U.S.A., Francia, Repubblica Ceca e Spagna ma contro la quale è importante fare subito bene per far salire il morale e sciogliere il ghiaccio.
La storia non è dalla nostra parte, le due nazionali si sono incontrate già tre volte in passato e l'Italia ha sempre perso. Anche la classifica delle nazioni non ci vede in ottima posizione, la Croazia è settima e noi tredicesimi ma i nostri hanno cominciato molto bene l'anno, Seppi agli Australian Open ha vinto proprio contro Cilic e Bolelli e Fognini hanno raggiunto le semifinali nel doppio maschile.
Le Squadre:
Corrado Barazzutti schiera Andreas Seppi, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi e Simone Bolellei.
Zeljo Karaj risponde con Marin Cilic, Ivan Dodic, Nikola Mektic e Mate Pavic.
Se guardiamo la classifica ATP individuale però siamo favoriti, i croati in top 100 sono Cilic (13) e Dodic (59) mentre i nostri sono tutti in top 100, Seppi (18), Fognini (44), Lorenzi (61) e Bolelli (80).
Dalla nostra abbiamo poi il campo in terra rosso scelto dalla federazione per mettere in difficoltà gli avversari sicuramente meno a loro agio su questo tipo di fondo e un gran bel tifo.
La tensione è già alta e la risposta da parte del pubblico c'è stata, sono 10000 i biglietti venduti per l'evento e si spera che aumentino ancora. La Nazionale è tornata nel World Group e il tifo sembra essere all'altezza dell'evento.
Adesso c'è solo da aspettare i sorteggi e giocarci tutte le nostre carte. In bocca al lupo Italia.
Nell'edizione del 2013 i vincitori sono
i big delle specialità.
Djokovic, Azzarenza, Errani, Vinci, fratelli Bryan, questi sono i nomi dei Big che all'inizio dell'Australian Open erano i numeri uno nelle loro rispettive specialità e che hanno dimostrato di meritarsi a pieno la posizione, spadroneggiando nettamente su tutti i rivali.
Djokovic - Murray
Partiamo dal combattente per eccellenza, Novak Djokovic, ha tirato fuori una prestazione sublime, lotta come un leone faticando ad entrare inizialmente in partita ma quando entra nello scambio e tiene il ritmo non ce n'è più per nessuno. Murray ha dimostrato di essere cresciuto molto nell'ultimo anno, soprattuto dal punto di vista della tenuta mentale ma di fronte ad un rivale dalla tenuta d'acciaio si deve inchinare. Djokovic in queste condizioni sembra non conoscere ostacoli, ha dimostrato di essere a grandissimi livelli, vediamo se saprà ripetere la prestazione del 2011.
Azarenka - Li
Azarenka è la signora del cemento, negli ultimi tre Open giocati su questa superficie la biellorussa ha collezionato due vittorie e una finale. Na Li ha incutito timore, quando in semifinale ha battuto in maniero molto agevole la Sharapova ma in finale Victoria ha dominato di avere un gioco deciso e solido.
L'obbiettivo per questa bella campionessa adesso è quello di riuscire a fare ancora meglio sulle altre superfici, a breve la stagione sulla terra.
Bryan, Bryan - Sijslin, Haase
Due gemelli doppisti? come dire di gareggiare con una Ferrari in una competizione di cart. Al mondo non esiste coppia più in simbiosi di due gemelli e i Bryan ne sono l'esempio, vincono la finale in meno di un ora facendo sembrare il tutto una pura formalità e con questo nuovo titolo volano a quota 13 Slam in carriera. Se gli Stati uniti in Davis sono così forti lo devono anche a loro che gli garantiscono il loro punto ad oggi scontro.
Errani, Vinci - Barty Dellacqua
C'è poco da dire, sono l'orgoglio italiano, due doppiste n. 1 al mondo, vincitrici di 3 Slam fino ad oggi, superano un esame molto difficile reso ancora più complicato dal fatto che le rivali sono australiane e il tifo è tutto per loro. Ma in questa specialità Sara e Roberta non hanno rivali, la grande paura c'è stata ma solo contro le sorelle Williams. D'altra parte la partita si fa difficile quando dall'altra parte ci sono due sorelle ticce fisicamente come Venus e Serena ma in quanto a tecnica e tenuta mentale le nostre Chichi hanno solo da insegnare. Brave, brave e brave. Vi do un consiglio, andarle a vedere dal vivo in una partita di doppio, è qualcosa da provare, fanno sembrare tutto così facile.
Maria Sharapova perde la semifinale
contro Na Li dopo aver dimostrato grande concentrazione nei giorni
scorsi.
Un muro, questo è quello che questa
mattina si è ritrovato davanti Maria Sharapova giocando contro Na
Li, si perché fino ad oggi, dopo aver dimostrato tanta
concentrazione e freschezza fisica, Maria era la favorita del
circuito ma come ogni tennista sa bene, nessuno può battere il muro.
L'impersonificazione del rivale
impossibile quest'oggi si è materializzato in Na Li che ha sfoderato
una prestazione impeccabile che gli ha regalato il pas per la finale.
Nessun demerito per Maria ma solo grande interpretazione della
partita da parte di Na, la cinese gioca un tennis solido, non
lasciando nemmeno un centimetro di campo alla siberiana, rispondendo
colpo su colpo e lasciando interdetta la Sharapova. La profondità di
campo, la potenza dei colpi e la tattica di far correre l'avversaria,
sono la chiave della vittoria, poi il nervosismo prematuro che
affiora dalle espressioni di Maria, fa il resto. Non c'è stata
praticamente partita, la russa fino a qui era sembrata in grandissime
condizioni, aveva vinto i primi due incontri con il risultato di 6-0
6-0 e fino ad oggi aveva concesso solo 9 game totali alle sue rivali
ma con la Li, Masha, si scioglie come cubetto di ghiaccio al sole
cocente di Melbourne ed incassa un pesante 6-2 6-2. A questo punto la
giocatrice da battere diventa proprio la cinese.
Azarenka ancora finale.
La bielorussa detentrice del titolo
approda alla finale e potrà difendere la coppa conquistata l'anno
scorso. Un incontro senza troppe difficoltà per Vika che assesta un
6-1 6-4 alla Stephens con un brivido nel finale.
Ci si sarebbe aspettati uno scontro un
po più acceso,invece la Stephens andata in scena oggi non è
decisamente quella di ieri che ha battuto Serena Williams, la
stanchezza forse e sicuramente la grande prestazione della Azareka
non permettono alla statunitense di giocare sciolto e di dimostrare
le sue qualità. Il gioco di Vika è molto semplice, scambia, scambia
e scambia, si perché la Stephens commette molti errori gratuiti e
rende tutto molto facile alla bielorussa che porto a casa il primo
set 6-1.
Il secondo scontro si apre con lo
stesso copione fino al 5-3, quando Vika butta alle ortiche ben 5
match point, fa salire la rivale 5-4, si siede in panchina, chiama il
medica time out e rientra in campo vincendo l'incontro. Medical time
out, si saprà dopo, chiamato per una crisi di panico presa alla
campionessa, che dopo aver perso 5 match point ha avuto paura di
riaprire la partita e dover ricominciare tutto daccapo.
Una bella paura scampata per la
Azarenka che a questo punto deve ritrovare la concentrazione perché
in finale incontrerà Na Li che quest'oggi ha sfoderato proprio una
grandissima prestazione di carattere.
Il francese costringe Roger al 5° set
ma poi si deve arrendere alla straordinaria condizione del rivale.
Federer si porta a casa un altro
scalpo, dopo aver eliminato Tomic e Raonic manda a casa Tsonga e
attende dopodomani per sfidare Murray. La condizione atletica e
psicologica che sta dimostrando Roger in questo Australian Open è
straordinaria e non sembra arrestarsi, certo l'incontro quest'oggi si
è concluso al quinto set e con il risultato di 7-6 4-6 7-6 3-6 6-3
ma il rivale era un osso duro, un campione attualmente n. 8 del
ranking e che nel 2011 lo estromise dalla corsa a Wimbledon.
Parte subito forte Federer che nel
primo game breakka Tsonga e tiene il servizio, dopo un primo avvio in
cui il francese non riesce a giocare, sbagliando qualche colpo, poi
le cose si stabilizzano e gli scambi si fanno più prolungati. Tutto
inalterato fino al 3-2 per l'elvetico, poi Roger si risolleva da una
situazione complicata, sullo 0-30 risale fino al 40-30 ma Tsonga lo
porta ai vantaggi e gli strappa la battuta tornando in parità, 3-3.
Federer spinge molto e mette in campo molte prime, la partita però
non si sblocca e il set finisce ai vantaggi. Lo svizzero scappa
subito via 3-0 e anche al cambio campo la situazione rimane
inalterata, 4-2. Ace di Roger e poi di Tsonga il tie-break si chiude
7-4 in favore dell'elvetico.
Secondo set equilibratissimo, le
battute vengo tenute da entrambi fino al 3-3, poi nel settimo gioco
Federer viene beffato per ben due volte dal nastro che regala al
francese la possibilità di breakkare, l'occasione non gli sfugge e
sarà il game che deciderà il set. Si perché Tsonga alza il ritmo e
fa sbagliare Roger, serve per il set e chiude il secondo gioco 6-4.
Anche il terzo set rimane molto
equilibrato, nel secondo gioco Federer strappa la battuta a Tsonga
che però se la riprende il game successivo. Roger gioca molto
profondo e il francese risponde con potenti battute e qualche ace,
nulla di invariato fino al 6-6 e tie-break. Anche qui grande
equilibrio, si gira sul 3-3 ma poi Federer attua l'allungo, prima si
porta sul 5-3 e poi chiude con il medesimo risultato del tie-break
precedente, 7-4, Roger è aventi.
Nel quarto gioco si vede un po di
deconcentrazione da parte di entrambi i giocatori e inevitabilmente
le palle break si sprecano, Tsonga ne concede 3 nel terzo gioco ma le
annulla, la stessa cosa fa Federer nel game successivo, ne concede 2
ma il francese non ne approfitta. E' poi Tsonga a trasformare per
primo, nel sesto game agguanta una palla break e la fa sua strappando
il servizio al rivale che però si rifà subito dopo
controbreakkando, siamo sul 3-4 Francia. Tsonga vuole conquistare il
set, accelera con il dritto e si riappropria del break, va a servire
e tiene agevolmente la battuta e conquista il punto che vale il
pareggio nei set 2-2 e si andrà al quinto.
Roger mette il turbo e Tsonga commette
qualche errore di troppo, il break arriva al quarto gioco e lo
svizzero può salire 3-1, poi tiene la battuta ed allunga fino al
5-2. Serve Tsonga, game strepitoso, scambi prolungati e nessuno dei
due vuole mollare, Federer si procura due palle match, il francese
però le annulla con la battuta e vince il game non prima di aver
annullato altre due palle che valevano l'incontro. Serve l'elvetico e
il francese sfodera tutte le sue carte, colpi fortissimi e disperati
ma alla fine è Roger a chiudere con uno smash che vale la finale.
Adesso ad aspettare Federer è Andy
Murray che quest'oggi ha battuto Chardy con un veloce 6-4 6-1 6-2,
c'è da scommettere che sarà una gara al cardiopalma, i due si sono
incontrati due volte in finale l'anno scorso, l'americano portò a
casa l'oro olimpico e lo svizzero il titolo a Wimbledon. Non resta
solo che aspettare.
Il giorno dopo la strepitosa vittoria
contro le sorelle Williams le doppiste italiane stendono anche
Makarova e Vesnina con un netto 6-2 6-4 e approdano alla finalissima.
Tutto facile per le Chichi nella
semifinale di doppio andata in scena questa notte contro le russe
Makarova e Vesnina. L'incontro si è risolto velocemente e senza
particolari resistenze da parte delle rivali che nulla hanno potuto
contro la superiorità delle nostre connazionali sicuramente ancora
galvanizzate dall'incontro vinto ieri contro le ben più temibili
Williams.
L'incontro si apre subito con tre break
consecutivi, a perdere la battuta è prima la Vesnina, poi Sara che
si fa lasciare a zero e poi le italiane conquistano due palle break
sul servizio della Makarova, la seconda è quella vincente e 2-1
Chichi. Tiene il servizio Roberta e successivamente anche la Vesnina
dopo aver concesso un altra palla break. Nei primi game il gioco è
un po altalenante, nessuna delle due coppie riesce a dare continuità
alla propria battuta ma a commettere più errori sono le russe che
fino a questo punto hanno rischiato decisamente di più. L'allungo
avviene nel settimo game per merito della Errani che si muove bene
portando la Vesnina sul 15-40 e inducendo all'errore facendogli
giocare una volée. 5-2 Italia. Vinci va a battere per il set e
centra l'obbiettivo senza rischiare.
Il secondo set parte subito a favore di
Sara e Roberta, nel terzo game le Chichi riescono a fare il break
aiutate da qualche errore di troppo delle russe ma poi lo perdono
subito dopo grazie a due vincenti di Makarova-Vesnina. L'equilibrio
domina questa porzione di gara, i game in servizio vengono tenuti da
entrambe le parti e si scivola velocemente sul 4-4, poi l'allungo
finale di Errani e Vinci che riescono a strappare il servizio alle
avversarie solo alla quarta palla break. Al servizio Sara, Roberta a
rete mette in mostra tutte le sue doti di volo e porta le italiane
alla vittoria.
Grande solidità e determinazione da
parte delle Chichi soprattutto nei momenti importanti del match,
anche dopo aver sprecato tre palle break riescono a tenere alta la
concentrazione e ad andare a servire per vincere la sfida. La finale
è stata raggiunta, grande merito per queste due ragazze di classe,
adesso un solo incontro le divide dal titolo.
Le Chichi battono le big americane ed
approdano alle semifinali.
Giustizia è fatta, le italiane
riscattano la sconfitta subita per mano delle sorelle Williams alle
Olimpiadi di Londra e si impongono in rimonta con il risultato di 3-6
7-6 7-5 con una prestazione di solidità soprattutto psicologica,
dimostrando di meritarsi a pieno la prima posizione nella classifica
mondiale WTA di doppio.
A portare maggiore sicurezza e colpi
vincenti nella coppia americana è sicuramente Serena che parte
subito bene nel primo set mettendo a segno 4 ace nei primi 2 game di
battuta. Le italiane rispondono bene quando c'è da servire ma alla
lunga la potenza delle sorelle Williams da i suoi frutti e senza
troppe colpe od errori grossolani le Chichi si lasciano strappare il
servizio e concedono il primo risultato alle americane. 3-6.
Nella ripresa sono le nostre
connazionali a partire subito forte e a breakkare le sorellone
portandosi sul 2-0 ma la risposta non si fa attendere, le Williams
alzano il ritmo e si appropriano dei successivi 3 game portandosi sul
3-2 .. Da li in poi break e contro break, grande paura per gli
spettatori italiani sul 5-3 America ma non per Sara che mette in
mostra tutta la sua classe e porta il risultato sul 5-5. Altro break
in sfavore delle italiane e a questo punto a salire in cattedra è
Roberta che si fa trovare presente nel momento giusto e porta il set
al tie-break. Tsunami Chichi e 7-1.
L'ultimo set si apre con la fuga delle
statunitensi che strappano il servizio a Sara e volano 3-0. Le
italiane però mettono in mostra le loro doti tecniche e la loro
solidità psicologica, tengono il servizio, breakkano Venis con un
affondo in dritto della Errani e si portano sul 3-3, da qui in avanti
entrambe le coppie non confermeranno più il loro turno di battuta.
Sara esaltatissima ci mette del suo e strappa il servizio alle
Williams che però contro breakkano subito. E' il turno di Roberta
che a rete strappa di nuovo il punto alle avversarie ma poi si fa
scappar via una palla che riporta le rivali in parità. L'allungo
finale però è delle nostre begnamine che brekkano le Williams
grazie anche ad un calo psicologico di Venus che regala due doppi
falli e poi vanno a vincere il match lasciando a 0 il turno di
battuta di Sara.
Emozioni a non finire oggi in questo
incontro tiratissimo, Errani e Vinci si sono trovate di fronte ad un
grande ostacolo che gli avrebbe potuto creare ulteriori guai se la
mente fosse tornata al risultato subito la scorsa estate e invece no,
le Chichi dimostrano tutta la loro classe, il loro carattere e la
solidità mentale che solo delle vere campionesse possono avere. La
semifinale adesso è realtà e l'orgoglio italiano è tutto con loro.
La favola si conclude qui per l'ultimo
italiano rimasto in gara agli Australian Open, Seppi perde sottotono
contro un Chardy spumeggiante ed esaltato. Il risultato 5-7 6-3 6-2
6-2.
Le maratone dei giorni passati hanno
presentato il conto durante l'ottavo di finale, Seppi è apparso
scarico sia sotto il punto di vista fisico che quello mentale.
Incapace dei guizzi decisivi nei momenti salienti, l'altoatesino un
po meno reattivo del solito non riesce a contrastare gli schemi di
gioco del rivale che fa registrare molti vincenti con il dritto e
servizi sopra i 210 km/h.
Nel primo set il francese è
decisamente fuori gara iniziando subito con 3 doppi falli, rende
facile la vita ad Andreas che però non riesce a sfruttare le tante
opportunità messegli davanti e non attua l'allungo della
tranquillità. E' lui comunque il migliore in questa prima frazione e
anche se senza fatica riesce ad imporsi 7-5.
Il secondo set vede un Chardy
rinnovato, il francese si scioglie e inizia a servire potente.
Conquista i suoi primi due game di servizio lasciando Seppi a zero e
riprendendo fiducia con il dritto in top spin aggressivo. Nel sesto
game Andreas concede il break che non riuscirà più a recuperare sia
per la bravura di Chardy che per un suo calo psicologico. Set al
francese 6-3.
A inizio terzo set il crollo totale,
Seppi nel primo game con la battuta a favore concede una palla break
e con un doppio fallo lascia il punto all'avversario, da li in poi
Chardy prenderà coraggio e disinvoltura ad ogni punto mentre Andreas
non si riprenderà più. Il doppio break arriva al quinto game 4-1,
l'italiano si dimostra piuttosto falloso e il francese ringrazia.
Allungo finale e 6-2 Chardy.
Il quarto set si chiude con il medesimo
risultato e sulla falsa riga del precedente, Seppi non sfrutta una
palla break concessagli nel quarto gioco e alla fine perde il
servizio nel quinto.
Un risultato finale reso amaro anche
dal fatto che questo era un incontro alla portata del nostro
portabandiera ma d'altra parte il fisico e la mente sono arrivati a
questo appuntamento fortemente provati dagli incontri precedenti. Un
anno che si apre comunque con i migliori auspici per Andreas che qui
eguaglia il suo ottavo di finale al Roland Garros dell'anno scorso e
attende lunedì 28 gennaio per ritrovarsi tra i top 20 della
classifica ATP. Un bell'applauso e tanti auguri per la Davis.
Il serbo vince una partita sottotono
contro un Wawrinka veramente in giornata. Il risultato finale 1-6 7-5
6-4 6-7 12-10.
Che non fosse una passeggiata per Nole
lo si è visto sin dall'inizio, quando all'ingresso in campo il serbo
si è ricordato di aver dimenticato la concentrazione nello
spogliatoio.
Pronti via e il primo set scivola in
appena 25 minuti, nei quali Djockovic concede ben 11 errori gratuiti
e lo svizzero non gli regala niente.
Nel secondo incontro la storia si
ripete, Wawrinka scappa via aiutato dalle suo potenti accelerazioni
di rovescio e da bel 20 vincenti messi a segno fino a questo momento
ma sul 5-2 ad un passo dal set il serbo ha una fiammata di orgoglio e
strappando il servizio allo svizzero risale fino al 5-5. Da li in poi
Nole mette in mostra tutte le sue qualità, mette a segno due ace e
si fa decisamente più solido da fondo campo senza concedere errori
gratuiti, 7-5 e pari.
Il terzo set si apre con break e
controbreak , il risultato a questo punto è tutto fuorché scontato.
Le accelerazioni di rovescio dello svizzero vengono contenute da Nole
che comunque fatica ancora un po troppo con il diritto. Set che si
chiude abbastanza velocemente con il risultato di 6-4 per il serbo.
Le certezze e la fluidità di Wawrinka
cominciano a vacillare, Djokovic è risalito in cattedra e sarà
difficile scalzarlo. Ma lo svizzero non si da per sconfitto, continua
a macinare vincenti e potenti accelerazioni di rovescio non variando
eccessivamente il suo gioco che fino a qui gli ha portato buoni
frutti e lo sforzo viene premiato, Wawrinka infatti riesce a
trascinare Nole al tie-break dove ne esce vincitore. Scappa subito
via 3-0 grazie ad un ace e ad una potente accelerazione di rovescio
in lungo linea e poi mantiene il vantaggio fino al 7-5 finale.
5° set e schemi completamente saltati,
la fatica si inizia a far sentire e anche qui si comincia con un
break Wawrinka e un controbreak Djokovic. Durante l'ultimo scontro lo
svizzero concede un po troppe palle break ma fortunatamente per lui
riesce ad annullarle tutte, mentre il serbo fa decisamente meno
fatica a tenere il proprio turno di servizio. Dal 5-5 in su Wawrinka
fatica molto mentre Djokovic tiene sempre i suoi game a zero aiutato
dalla poca incisività in risposta da parte del rivale. Sull' 11-10,
40-15 per l'elvetico Nole riesce a trasformare le incertezze
dell'avversario in punti e a mettere la parola fine ad un incontro
durato ben 5 ore.
Troppa fatica per Novak entrato in
campo con poca concentrazione che lo ha costretto ad una rimonta
faticosa e difficile. Nole porta a casa la pelle ma c'è da
scommettere che l'acido lattico accumulato si farà risentire più
avanti.
Le partite conclusesi oggi hanno visto
prevalere con grande facilità i Big del circuito.
Ferrer – Nishikori 6-2 6-1 6-4
Lo spagnolo quest'oggi ha messo in
mostra tutta la sua velocità di gambe non concedendo nessuna possibilità di vittoria al giapponese. Partito subito alla grande,
David, come consono per lui, corre in lungo e in largo per tutto il
rettangolo di gioco andando a recuperare qualsiasi tipo di palla e
lasciando quasi tramortito il povero Nishikori che quasi senza
accorgersense si ritrova velocemente sotto 6-2. Nel secondo set
Nishikori attua qualche variazione al suo gioco cercando di
sorprendere Ferrer con qualche smorzata, fatica vana visto che lo
spagnolo recupera sempre e infligge vincenti con il suo dritto
profondo. Il terzo set parte sulla stessa falsa riga dei primi due,
poi Ferrer si rilassa un attimo mandando avanti il giapponese 4-3,
nulla di irreparabile, la concentrazione si risolleva le gambe
riniziano a carburare e in un batter d'occhio il set si chiude 6-4 e
match Spagna.
Che velocità di gambe, che resistenza
e che tenuta mentale, caratteristiche che non ci si aspetterebbero da
un giocatore che il prossimo 2 aprile compirà ben 31 anni!
Sharapova – Flipkens 6-1 6-0
La pausa di dicembre sembra aver fatto
davvero bene alla bella russa che anche oggi gioca un ottavo di
finale come fosse un allenamento, demolendo letteralmente la povera
Flipkens incolpevole di essersi ritrovata di fronte al un rullo
compressore. Il match infatti è a senso unico e non fa registrare
particolar emozioni o game combattuti, scivolando via in poco più di
un ora. L'unico brivido ( se così lo si può chiamare ) è la
vittoria del primo game di battuta delle Flipkense, poi monologo di
Maria che vince 12 gambe consecutivi rintronando la povera belga.
Dopo i primi due incontri dell'Australian Open vinti 6-0 6-0, non ci
si aspettava così tanta determinazione e strapotere anche negli
ottavi di finale. Chi la fermerà?
I pronostici lo davano sfavorito, molti
gli avevano fatto indossare la maglia dello sconfitto ancor prima di
entrare in campo, ed invece a fine partita Andreas ha alzato le mani
al cielo e ha mostrato a tutti le sue qualità di maratoneta.
Che non si trattasse di un incontro
facile era evidente, l'avversario di turno è stato Marin Cilic, un
giocatore completo, esperto, che in Australia ha sempre fatto bene e
che ha raggiunto i suoi migliori risultati proprio sul cemento.
Dall'altra parte della rete l'ultimo italiano rimasto in corsa, dopo
la sconfitta subita da Roberta Vinci per mano di Elena Vesnina.
E' stato un incontro giocato punto su
punto, trascinato fino al quinto set dove finalmente Andreas è
riuscito a scappar via e a mettere la sua firma sull'incontro.
Scontro molto equilibrato conclusosi
con il risultato di 6-7 6-3 2-6 6-4- 6-2 in favore dell'italiano.
Nessuno dei due ha prevalso sull'altro
e la partita è scivolata senza registrare particolari emozioni o
colpi spettacolari ma Andreas si è visto, si è visto tutto il suo
carattere, la sua compostezza e il suo equilibrio. Si perché queste
sono le sue caratteristiche migliori, il giocare un tennis molto
pulito, equilibrato, senza strappi, bruschi scatti, sempre movimenti
precisi e ordinati che a volta, sopratutto con il rovescio, fanno
partire traiettorie difficili da decodificare prima dell'impatto con
la palla, un tennis che rispecchia in pieno il suo carattere,
silenzioso e concentrato quando c'è da giocare un match.
Partito contratto e un po più falloso
del solito, alla lunga Andreas si scioglie rimanendo attaccato a
tutti i punti e ai momenti difficili del match. Cilic con il passare
del tempo concede qualche punto in più aumentando i suoi errori
gratuiti e nell'ultimo decisivo set Andreas scappa via e fa suo un
incontro caratterizzato da un forte vento che ha reso il tutto più
difficile per entrambi.
A fine match la sorpresa per tutti, il
prossimo avversari non sarà Del Potro, l'argentino infatti perde
l'incontro contro Chardy. Un ottavo di finale quindi alla portata
dell'italiano contro il numero 36 del ranking, che a questo punto
dell'Open però, rischia di iniziare a sentire le ore accumulate
sulle gambe, i precedenti incontri infatti si sono conclusi dopo 3
ore e 38 minuti e 4 ore e 7 minuti.
L'Italia continua a sognare con questo
ragazzone che da un anno a questa parte ha cambiato decisamente
ritmo e che ci darà sicuramente molte altre soddisfazioni. Allora
tutti attaccati al televisore per questo ottavo di finale da
protagonisti!
La corsa per la conquista del primo
Open dell'anno 2013 è cominciata ormai da qualche giorno riservandoci
qualche inaspettata sorpresa.
Nel tabellone femminile infatti a
uscire, già al secondo turno è stata la tennista di casa Samantha
Stosur, battuta dalla cinese Zheng Jie. L'australiana non ha saputo
esprimere al meglio il suo tennis, famoso per la solidità e la forza
dei colpi, facendosi sovrastare da una non troppo strepitosa Zheng.
Al terzo turno a capitolare è stata
Petra Kvitova, battuta da Laura Robson, anche questo un risultato
tutt'altro che scontato se si pensa che la Kvitova è fresca
fresca di vittoria nella FedCup con la sua nazionale.
Per gli altri grandi nomi invece nessun
intoppo, anzi, Maria Sharapova nei primi due turni ha rifilato
quattro 6-0 alle sue rivali, Serena Williams anche lei rullo
compressore ha battuto le sue prime due rivali senza lasciare per
strada nemmeno un set. Ottime prestazione anche per la campionessa in
carica Victoria Azarenka. Unica delle italiane rimaste in gara è
Roberta Vinci, dopo che le altre si sono arrese subito al primo
turno.
Nel tabellone maschile tutto sembra
filare liscio. I grandi favoriti infatti hanno superato tutti le
prime due gare, Nole soprattutto, è apparso in ottima forma.
Federer, Ferrer, Del Potro, Murray e
Berdych si sono confermati ottimamente e promettono grandi battaglie
nei prossimi giorni. Ieri il nostro Andreas Seppi ha battuto Istomin, accedendo così al 3° turno. Un occhio domani alla sfida tra Federer e il
nuovo talento di casa Bernard Tomic, nuova stella nascente.