Italia - Croazia eccola prima sfida dell'anno in Davis.
Dal 1° al 3 Febbraio ritorna il grande tennis a squadre, la Coppa Davis approda al Palavela di Torino e l'entusiasmo è già alle stelle. Davanti una nazionale che non sembra appartenere a quella categoria di super squadre, come U.S.A., Francia, Repubblica Ceca e Spagna ma contro la quale è importante fare subito bene per far salire il morale e sciogliere il ghiaccio.
La storia non è dalla nostra parte, le due nazionali si sono incontrate già tre volte in passato e l'Italia ha sempre perso. Anche la classifica delle nazioni non ci vede in ottima posizione, la Croazia è settima e noi tredicesimi ma i nostri hanno cominciato molto bene l'anno, Seppi agli Australian Open ha vinto proprio contro Cilic e Bolelli e Fognini hanno raggiunto le semifinali nel doppio maschile.
Le Squadre:
Corrado Barazzutti schiera Andreas Seppi, Fabio Fognini, Paolo Lorenzi e Simone Bolellei.
Zeljo Karaj risponde con Marin Cilic, Ivan Dodic, Nikola Mektic e Mate Pavic.
Se guardiamo la classifica ATP individuale però siamo favoriti, i croati in top 100 sono Cilic (13) e Dodic (59) mentre i nostri sono tutti in top 100, Seppi (18), Fognini (44), Lorenzi (61) e Bolelli (80).
Dalla nostra abbiamo poi il campo in terra rosso scelto dalla federazione per mettere in difficoltà gli avversari sicuramente meno a loro agio su questo tipo di fondo e un gran bel tifo.
La tensione è già alta e la risposta da parte del pubblico c'è stata, sono 10000 i biglietti venduti per l'evento e si spera che aumentino ancora. La Nazionale è tornata nel World Group e il tifo sembra essere all'altezza dell'evento.
Adesso c'è solo da aspettare i sorteggi e giocarci tutte le nostre carte. In bocca al lupo Italia.
Nell'edizione del 2013 i vincitori sono
i big delle specialità.
Djokovic, Azzarenza, Errani, Vinci, fratelli Bryan, questi sono i nomi dei Big che all'inizio dell'Australian Open erano i numeri uno nelle loro rispettive specialità e che hanno dimostrato di meritarsi a pieno la posizione, spadroneggiando nettamente su tutti i rivali.
Djokovic - Murray
Partiamo dal combattente per eccellenza, Novak Djokovic, ha tirato fuori una prestazione sublime, lotta come un leone faticando ad entrare inizialmente in partita ma quando entra nello scambio e tiene il ritmo non ce n'è più per nessuno. Murray ha dimostrato di essere cresciuto molto nell'ultimo anno, soprattuto dal punto di vista della tenuta mentale ma di fronte ad un rivale dalla tenuta d'acciaio si deve inchinare. Djokovic in queste condizioni sembra non conoscere ostacoli, ha dimostrato di essere a grandissimi livelli, vediamo se saprà ripetere la prestazione del 2011.
Azarenka - Li
Azarenka è la signora del cemento, negli ultimi tre Open giocati su questa superficie la biellorussa ha collezionato due vittorie e una finale. Na Li ha incutito timore, quando in semifinale ha battuto in maniero molto agevole la Sharapova ma in finale Victoria ha dominato di avere un gioco deciso e solido.
L'obbiettivo per questa bella campionessa adesso è quello di riuscire a fare ancora meglio sulle altre superfici, a breve la stagione sulla terra.
Bryan, Bryan - Sijslin, Haase
Due gemelli doppisti? come dire di gareggiare con una Ferrari in una competizione di cart. Al mondo non esiste coppia più in simbiosi di due gemelli e i Bryan ne sono l'esempio, vincono la finale in meno di un ora facendo sembrare il tutto una pura formalità e con questo nuovo titolo volano a quota 13 Slam in carriera. Se gli Stati uniti in Davis sono così forti lo devono anche a loro che gli garantiscono il loro punto ad oggi scontro.
Errani, Vinci - Barty Dellacqua
C'è poco da dire, sono l'orgoglio italiano, due doppiste n. 1 al mondo, vincitrici di 3 Slam fino ad oggi, superano un esame molto difficile reso ancora più complicato dal fatto che le rivali sono australiane e il tifo è tutto per loro. Ma in questa specialità Sara e Roberta non hanno rivali, la grande paura c'è stata ma solo contro le sorelle Williams. D'altra parte la partita si fa difficile quando dall'altra parte ci sono due sorelle ticce fisicamente come Venus e Serena ma in quanto a tecnica e tenuta mentale le nostre Chichi hanno solo da insegnare. Brave, brave e brave. Vi do un consiglio, andarle a vedere dal vivo in una partita di doppio, è qualcosa da provare, fanno sembrare tutto così facile.
Maria Sharapova perde la semifinale
contro Na Li dopo aver dimostrato grande concentrazione nei giorni
scorsi.
Un muro, questo è quello che questa
mattina si è ritrovato davanti Maria Sharapova giocando contro Na
Li, si perché fino ad oggi, dopo aver dimostrato tanta
concentrazione e freschezza fisica, Maria era la favorita del
circuito ma come ogni tennista sa bene, nessuno può battere il muro.
L'impersonificazione del rivale
impossibile quest'oggi si è materializzato in Na Li che ha sfoderato
una prestazione impeccabile che gli ha regalato il pas per la finale.
Nessun demerito per Maria ma solo grande interpretazione della
partita da parte di Na, la cinese gioca un tennis solido, non
lasciando nemmeno un centimetro di campo alla siberiana, rispondendo
colpo su colpo e lasciando interdetta la Sharapova. La profondità di
campo, la potenza dei colpi e la tattica di far correre l'avversaria,
sono la chiave della vittoria, poi il nervosismo prematuro che
affiora dalle espressioni di Maria, fa il resto. Non c'è stata
praticamente partita, la russa fino a qui era sembrata in grandissime
condizioni, aveva vinto i primi due incontri con il risultato di 6-0
6-0 e fino ad oggi aveva concesso solo 9 game totali alle sue rivali
ma con la Li, Masha, si scioglie come cubetto di ghiaccio al sole
cocente di Melbourne ed incassa un pesante 6-2 6-2. A questo punto la
giocatrice da battere diventa proprio la cinese.
Azarenka ancora finale.
La bielorussa detentrice del titolo
approda alla finale e potrà difendere la coppa conquistata l'anno
scorso. Un incontro senza troppe difficoltà per Vika che assesta un
6-1 6-4 alla Stephens con un brivido nel finale.
Ci si sarebbe aspettati uno scontro un
po più acceso,invece la Stephens andata in scena oggi non è
decisamente quella di ieri che ha battuto Serena Williams, la
stanchezza forse e sicuramente la grande prestazione della Azareka
non permettono alla statunitense di giocare sciolto e di dimostrare
le sue qualità. Il gioco di Vika è molto semplice, scambia, scambia
e scambia, si perché la Stephens commette molti errori gratuiti e
rende tutto molto facile alla bielorussa che porto a casa il primo
set 6-1.
Il secondo scontro si apre con lo
stesso copione fino al 5-3, quando Vika butta alle ortiche ben 5
match point, fa salire la rivale 5-4, si siede in panchina, chiama il
medica time out e rientra in campo vincendo l'incontro. Medical time
out, si saprà dopo, chiamato per una crisi di panico presa alla
campionessa, che dopo aver perso 5 match point ha avuto paura di
riaprire la partita e dover ricominciare tutto daccapo.
Una bella paura scampata per la
Azarenka che a questo punto deve ritrovare la concentrazione perché
in finale incontrerà Na Li che quest'oggi ha sfoderato proprio una
grandissima prestazione di carattere.
Il francese costringe Roger al 5° set
ma poi si deve arrendere alla straordinaria condizione del rivale.
Federer si porta a casa un altro
scalpo, dopo aver eliminato Tomic e Raonic manda a casa Tsonga e
attende dopodomani per sfidare Murray. La condizione atletica e
psicologica che sta dimostrando Roger in questo Australian Open è
straordinaria e non sembra arrestarsi, certo l'incontro quest'oggi si
è concluso al quinto set e con il risultato di 7-6 4-6 7-6 3-6 6-3
ma il rivale era un osso duro, un campione attualmente n. 8 del
ranking e che nel 2011 lo estromise dalla corsa a Wimbledon.
Parte subito forte Federer che nel
primo game breakka Tsonga e tiene il servizio, dopo un primo avvio in
cui il francese non riesce a giocare, sbagliando qualche colpo, poi
le cose si stabilizzano e gli scambi si fanno più prolungati. Tutto
inalterato fino al 3-2 per l'elvetico, poi Roger si risolleva da una
situazione complicata, sullo 0-30 risale fino al 40-30 ma Tsonga lo
porta ai vantaggi e gli strappa la battuta tornando in parità, 3-3.
Federer spinge molto e mette in campo molte prime, la partita però
non si sblocca e il set finisce ai vantaggi. Lo svizzero scappa
subito via 3-0 e anche al cambio campo la situazione rimane
inalterata, 4-2. Ace di Roger e poi di Tsonga il tie-break si chiude
7-4 in favore dell'elvetico.
Secondo set equilibratissimo, le
battute vengo tenute da entrambi fino al 3-3, poi nel settimo gioco
Federer viene beffato per ben due volte dal nastro che regala al
francese la possibilità di breakkare, l'occasione non gli sfugge e
sarà il game che deciderà il set. Si perché Tsonga alza il ritmo e
fa sbagliare Roger, serve per il set e chiude il secondo gioco 6-4.
Anche il terzo set rimane molto
equilibrato, nel secondo gioco Federer strappa la battuta a Tsonga
che però se la riprende il game successivo. Roger gioca molto
profondo e il francese risponde con potenti battute e qualche ace,
nulla di invariato fino al 6-6 e tie-break. Anche qui grande
equilibrio, si gira sul 3-3 ma poi Federer attua l'allungo, prima si
porta sul 5-3 e poi chiude con il medesimo risultato del tie-break
precedente, 7-4, Roger è aventi.
Nel quarto gioco si vede un po di
deconcentrazione da parte di entrambi i giocatori e inevitabilmente
le palle break si sprecano, Tsonga ne concede 3 nel terzo gioco ma le
annulla, la stessa cosa fa Federer nel game successivo, ne concede 2
ma il francese non ne approfitta. E' poi Tsonga a trasformare per
primo, nel sesto game agguanta una palla break e la fa sua strappando
il servizio al rivale che però si rifà subito dopo
controbreakkando, siamo sul 3-4 Francia. Tsonga vuole conquistare il
set, accelera con il dritto e si riappropria del break, va a servire
e tiene agevolmente la battuta e conquista il punto che vale il
pareggio nei set 2-2 e si andrà al quinto.
Roger mette il turbo e Tsonga commette
qualche errore di troppo, il break arriva al quarto gioco e lo
svizzero può salire 3-1, poi tiene la battuta ed allunga fino al
5-2. Serve Tsonga, game strepitoso, scambi prolungati e nessuno dei
due vuole mollare, Federer si procura due palle match, il francese
però le annulla con la battuta e vince il game non prima di aver
annullato altre due palle che valevano l'incontro. Serve l'elvetico e
il francese sfodera tutte le sue carte, colpi fortissimi e disperati
ma alla fine è Roger a chiudere con uno smash che vale la finale.
Adesso ad aspettare Federer è Andy
Murray che quest'oggi ha battuto Chardy con un veloce 6-4 6-1 6-2,
c'è da scommettere che sarà una gara al cardiopalma, i due si sono
incontrati due volte in finale l'anno scorso, l'americano portò a
casa l'oro olimpico e lo svizzero il titolo a Wimbledon. Non resta
solo che aspettare.